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Ciao, per motivi tecnici kultblog chiude.
Giov si butta sulla cariera giornalistica musicale cartacea. Fran P è ancora online sull' MP3-BLOG
www.indiefordummies.blogspot.com
in bocca al lupo ad entrambi!!!!!!!!
Per l'inizio di Luglio lo chef consiglia vivamente alle vostre orecchie le seguenti portate musicali:
1 http://www.emotionalbreakdown.com/recensioni.asp?id=699
(ecco anche l'intervista... http://www.emotionalbreakdown.com/interviste.asp?id=44 )
2 http://www.emotionalbreakdown.com/recensioni.asp?id=711
3 http://www.emotionalbreakdown.com/recensioni.asp?id=713
4 http://www.emotionalbreakdown.com/recensioni.asp?id=676
5 http://www.emotionalbreakdown.com/recensioni.asp?id=650
mi raccomando...non fate indigestione...
giov
Ecco la “next big thing” Albionica!!! Come? Dite che tanto ormai l’ inghilterra non è più credibile, con quel suo vizziaccio che ha, di spacciare un gruppo di ragazzini
19enni, come i nuovi Stones? Bè, in parte avete ragione, ma è anche vero che questi Maximo Park hanno davvero una marcia in più. Preso il nome da un parco Cubano, forse dedicato all’ ennesimo eroe del comunismo isolano, i cinque giovinetti, si fanno portabandiera di un guitar-pop decisamente rivolto agli ’80. Che c’è di nuovo, starete obbiettando, chi fa musica oggi la prima cosa che fa prima di andare in studio è rispolverare gli Echo And The Bunnyman e i Joy Division. Bè, di nuovo c’è che questa volta il livello di originalità è decisamente più alto del solito. Così, tra una schitarrata nervosa e l’altra scorgiamo ridondanze di Smiths, Jam, Go-Betweens e Wire. A tratti sembra di ritrovare un gruppo della mitica scena a velocità raddoppiata. Notevoli, una spanna sopra Franz Ferdinand, Futurheads e Killers.
Fran P
allora dopo all'incirca un mese scrivo la mia staffetta. Misà che sono l'olimpionico, dei blog, più lento in assoluto. Mi scuso ovviamente con tutto il team.
Volume totale dei file musicali: diciamo che è pochino, dato che non ho una connessione adsl, non scarico e ho solo poca roba in mp3: incredibile ma vero!
L'ultimo cd che... ho comprato: Syd Barrett - The Madcap Laughs (bonus edition)
mi è stato prestato: Afterhours - Ballate Per Piccole Iene
ho scambiato: ho dato via i My Bloody Valentine per il debut dei Doves - Lost Soul
mi hanno spedito per recensione: l'ottimo Page France - Come I'M A Lion
mi hanno regalato: The Duke Spirit - Cuts Across The Land (bonus ed.)...grazie Mara!
Canzone che sta suonando ora: niente di niente perchè sono le 8 del mattino però se dovessi metter su qualcosa sceglierei di sicuro "It's Saturday" dei Marcy Playground
Giov
Ciao ragazzi, qui è il vostro Lucignolo......no, scherzo, che orrore quella trasmissione. L' altro giorno dal mio
rivenditore di dischi di fiducia, un Nick Honrby versione slava (quindi proprio intransigente e schifato dalla nostra pochezza musicale), c'era un tipo che si comprava la compilation di "Lucignolo", uscito sto tizio mi fa il negoziante: "Non so cosa sia "Lucignolo", non guardo mai la televisione, ma un disco più lo vendo, più fa schifo, quello lo sto vendendo di brutto!!!".
Ma bando alle cialde, scrivo per chiedervi un consiglio. Ho trovato al solito mercatino dell' usato 3 lp degli anni '80, dei classici, campioni di vendite. Ora il loro prezzo è di 3 € l'uno, una cazzata ma c'è un però. Uno è "Brekfast In America" dei Supertramp, su questo ci sono pochi dubbi. Gli altri 2 sono 2 successi di quel cesso di Micheal
Jackson : "Off The Wall" e "Bad". Ora, che faccio? Jackson probabilmente è una merda d'uomo, in qualsiasi modo finisca il processo, lui ha fallito comunque, guaerdate come si è ridotto. Questo è un buon motivo per boicottare la sua musica? I dischi di cui sopra, sono realmente belli o ha ragione il mio negoziante slavo, fanno schifo proprio perchè hanno venduto molto? Servirebbero per capire qualcosa di più degli '80 musicali, versante r'n'b/soul ? Se fossereo a prezzo intero, ovvio che mi butterei su qualcos'altro, ma l'offerta fa l'uomo ladro. Che mi consigliate???
P/s scusate la lunga assenza, ma la tesi mi sta "...killing me softly with his song..."
P/p/s Sono Fran P, qualcuno sa xchè la mia colonnina è slittata in basso a sinistra? che avrà combinato stavolta Giov??????
Stars leave the morning
Sleep clouds my view
Don't let them come round here
And call to you
I didn't notice
It's a crime too few
I didn't know it's
It's a crime to feel
And I tried to sleep alone
But I couldn't do it
You could be sitting next to me
And I wouldn't know it
If I told you you were wrong
I don't remember saying
I don't remember saying
I don't remember saying
I'll be a shadow
In the cedar room
And leave just a memory
Alone with you
I didn't see that
It's a call too soon
I couldn't see that
It's a call to you
And I tried to sleep alone
But I couldn't do it
You could be sitting next to me
And I wouldn't know it
If I told you you were wrong
I don't remember saying
I don't remember saying
I don't remember saying
Jimi Goodwin
indiebar sta per aprire...aspettate e vedrete...nel frattempo continua ad essere nuvoloso nelle nostre vite
Giov
Enormi scuse a coloro che continuano a tornare su questo blog e trovano sempre lo stesso articolo, ormai ammuffito, da parecchi giorni. Stando quasi tutta la settimana a Roma mi è difficile trovare il tempo per scrivere qualcosa di sensato e il fine settimana lo passo ad occuparmi prevalentemente della "parte musicale" della mia vita.
Comunque, gli sforzi fatti stanno pagando alla grande:
Sono riuscito ad intervistare i The Stills, un gruppo rock di Montreal abbastanza conosciuto e (forse) anche Iron & Wine, alias Samuel Beam.
Inoltre la Morr music, la C(rip)ta Records e (udite udite!!!) la Sub Pop mi stanno spedendo dei dischi per recensirli su Emotionalbreakdown, quindi posso dire che la cosa si sta facendo veramente importante adesso. In più gli editori del sito sono riusciti a portare (nell'emotionalbreakdown night del 15 maggio al Jailbreak a Roma) in Italia i New Idea Society (side project del leader dei Cave In). Il biglietto costerà soli 4 euris quindi se non venite...peggio per voi.
Insomma...pian piano ci stiamo facendo conoscere veramente un po' da tutti e il merito è soprattutto il vostro (adesso facciamo poco più di 500 ingressi al giorno su Emotional e siamo aperti da Settembre). Il nuovo layout del sito (con le nuove sezioni: indie bar, emo-punk, showcase) sarà pronto per la metà di maggio.
quindi...come al solito...Stay Tuned ; D
giov
New wave, rock di nuova generazione, band piuttosto inutili, scopiazzature sonore, esperimenti modaioli casinari, pettinatissimi rumori elettrici assordanti, sono ciò che recensisco il 90% delle volte su Emotional. Ecco perché stavolta mi “butto” sull’acustico, sui songrwiter che più hanno emozionato negli ultimi anni solo con l’uso della loro voce e delle sei corde. Chi volesse riposarsi l’anima dopo una giornata di stress cittadino fatto di autobus e lavoro può prendere nota degli album più belli.
Badly Drawn Boy: mancuniano d.o.c., brutto come pochi altri esseri bìpedi sulla terra, ma dotato di un buon talento compositivo e di idee sonore che pur essendo spesso banali, riuscirebbero a mettere di buon umore davvero chiunque. “The Hour Of Bewilderbeast”, il suo debut, è un concentrato di acustica davvero eccellente. Violini, viole e alcuni interessanti piccoli spunti di elettronica dietro la pulita voce di Damon Gough che “suona” come il miglior consiglio che un amico possa darti. Per chi vuole un po’ di sereno dentro la sua camera dopo una giornata di pioggia.
Elliott Smith: morto suicida e autore di alcuni tra i dischi più lodati da critica e pubblico per questo genere di musica. Elliott è forse colui che, più di altri, è riuscito nel corso degli anni, a riprendere gli insegnamenti di John Lennon e reinventarsi un bellissimo e romantico concetto di canzone d’autore senza passare per copione. “Figure 8” suona come l’ultima sua richiesta d’amore e di aiuto prima di sprofondare nel capolavoro postumo e nel buio perenne. Consigliato a chi non ha mai ascoltato il proprio cuore senza staccare prima la spina del distorsore.
Damien Rice: irlandese, eccentrico, dotato di una voce spezzata, rotta come un pianto e di una quantità di demoni dentro lo stomaco alquanto impressionante. Dopo essersi inventato coltivatore di pomodori in Toscana per un po’ di tempo è ritornato a casa e ha pubblicato uno dei maggiori successi del 2004: “O”, ovvero un concentrato di canzoni talmente romantiche che per un attimo tutto il mondo si è ritrovato innamorato di “Amie” senza sapere neanche chi fosse.
Consigliato a chi si sente tremendamente bisognoso d’affetto in ogni momento.
Iron & Wine: la voce forse più candida di questo mini-panorama cantautoriale. Un omone grasso e barbuto che suona la chitarra in un modo davvero originale e interessante. Dentro al suo country, al suo romanticismo sussurrato, si trovano delle perle piuttosto rare per bellezza e intensità. Qui, l’apice è rappresentato dal suo ultimo e.p. intitolato “Woman King”.
Consigliato a chi vuole trovarsi con la mente ad osservare un tramonto in solitudine.
Devendra Banhart: un personaggio assurdo, completamente fuori dagli schemi, perennemente immerso in un’epoca fatta di fiori, slogan pacifisti, barbe incolte e tacchi alti. Un aspetto alquanto mefistofelico e proprio per questo molto affascinante, una voce che sembra quella di un intrattenitore di cabaret anni trenta. Autore di alcune tra le più belle canzoni alternative folk mai scritte nell’ultima decade, si è guadagnato già l’appellativo non ufficiale di artista-songwriter più importante della sua generazione. “Rejoicing In The Hands” è la prova del suo genio minimalista.
Consigliato a chi pensa che questo tipo di musica non possa mai interessarlo.
Gravenhurst: Dal diavolo all’acqua santa il passo è più breve di quanto ci si aspetti. Non molto conosciuto ma valido tanto quanto un Damien Rice. Perennemente scontento della sua condizione. Lamentoso e melodico fino alla nausea è anche l’autore di “Diane”, una canzone contenuta nel suo ultimo disco, “Black Holes In The Sand” che sembra esser stata scritta da un angelo innamorato della donna più affascinante dell’universo.
Consigliato a chi ha già approfondito almeno un paio degli autori di cui sopra.
Su www.emotionalbreakdown.com si possono trovare le recensioni di Badly Drawn Boy, Devendra Banhart (anche biografia), Gravenhurst(rece ed intervista), Iron & Wine ed Elliott Smith.
giov
In mancanza di un tavernello qualsiasi, magari in cartone, mi decido a stappare una bottiglia pregiata, privando la mia cantinetta personale, “cum summa dolentia” ( cfr. Lat. Macch. XXVI, 1-4 ) di uno dei suoi vini migliori. Finito il pasto, decido di regalarmi un altro bicchiere
di “Rosso del Conte” (dalla Contea di Sclafani) con un buon disco, per favorire, subito dopo, il classico abbiocco post pranzo.
Non so perché, ma la scelta del disco ricade su “Funeral”, degli Arcade Fire. Il disco è stato chiaccheratissimo prima e dopo l’uscita, scomodando spesso giudizi forse esagerati. Bello si, molto bello anzi, ma non questo capolavoro pubblicizzato in mondovisione. Quindi direi che ancora una volta il connubio funziona, e i suoni enfatici e carichi di patos di “Funeral” ben si sposano con un rosso corposo e parzialmente pastoso. Entrambi scivolano bene e si lasciano apprezzare senza problemi, il rosso siculo, ha un impatto forte e leggermente asprognolo, ma rilascia gustose rimembranze floreali. “Funeral” con le sue sonorità dilatate e vagamente new wave, incanta con testi veramente toccanti e catartici, essendo stato scritto pensando ai recenti lutti che hanno colpito i componenti del gruppo. Entrambi gettano secchiate di rosso intenso sui mei occhi prossimi al sonno.
Ma dopo tutto mi rimane un interrogativo, dove sono le somiglianze con gli Echo And The Bunnyman? Questo io lo definirei saccheggio! Che Julian Cope ci stia dando alla testa?
Fran P