mercoledì, 26 gennaio 2005

 

...dunque, Fran_P sta preparando un esamone per fine mese; non appena lo avrà svolto tornerà a scrivere e ad aggiornare il sito.

Questo significa un bel pezzo, di quelli che vi faranno discutere e picchiettare sulla tastiera fino a che le ascelle non affogheranno nel sudore; la

playlist  sarà aggiornata (vero fran_ ?!?) e forse comparirà qualche altra novità, tanto per riempire ste colonne così vuote...

tanto per non lasciare il mio ultimo pezzo depression per troppo tempo ho copincollato qualcos'altro (che se scrivevo ancora robe del genere

rischiavamo il tracollo "d'audience").  giov

"...Successful hills are here to stay
Everything must be this way
Gentle streets where people play
Welcome to the Soft Parade
All our lives we sweat and save
Building for a shallow grave
Must be something else we say
Somehow to defend this place
Everything must be this way
Everything must be this way, yeah
The Soft Parade has now begun
Listen to the engines hum
People out to have some fun
A cobra on my left
Leopard on my right, yeah
The deer woman in a silk dress
Girls with beads around their necks
Kiss the hunter of the green vest
Who has wrestled before
With lions in the night
Out of sight!
The lights are getting brighter
The radio is moaning
Calling to the dogs
There are still a few animals
Left out in the yard
But it's getting harder
To describe sailors
To the underfed
Tropic corridor
Tropic treasure
What got us this far
To this mild equator?
We need someone or something new
Something else to get us through, yeah, c'mon
Callin' on the dogs
Callin' on the dogs
Oh, it's gettin' harder
Callin' on the dogs
Callin' in the dogs
Callin' all the dogs
Callin' on the gods..."

J.D.M.

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mercoledì, 19 gennaio 2005
 

Il primo comandamento di questa nuova società, tanto marcia quanto scintillante e veloce è “spremi il prossimo tuo più di quanto lui possa spremere te”. Disperazione. Violenza. Freddo. Potere. Dentro agli occhi della gente che s’incontra per strada, ultimamente, leggo di tutto. Sguardi come fulmini. Schegge impazzite. Punte avvelenate, velocissime e taglienti. Ecco quindi la voglia di sesso, il menefreghismo, l’indifferenza e la droga. Madonna quanta droga gira dentro a sta città. Drogati i professionisti del lavoro. Drogati i venditori porta a porta. Drogati gli amici. Drogati i preti del cazzo, con la loro morale all’eroina annacquata. Drogate le signore che vendono la pasta all’uovo, la domenica mattina, col rossetto “sfuocato” sopra ai labbroni pompati e il grasso che gli scende dai fianchi. Drogati pure gli animali da passeggio, che sbarellano a destra e sinistra, trascinandosi dietro la loro padroncina “Gucci  featuring Armani” presso tutte le merde spiaccicate a terra. Sull’ultimo libro di uno dei miei autori preferiti c’è scritto quanto segue: “Tutto ciò che facciamo è un autoritratto. L’angolazione di un disegno, la tecnica con cui è fatto…sei sempre tu. Ogni colore e ogni pennellata. L’unica cosa che un artista può fare è descrivere la sua faccia. E’ un condannato ad essere se stesso. Questo ci lascia liberi di raffigurare ciò che vogliamo, dal momento che raffiguriamo sempre noi stessi. Il modo di camminare. La calligrafia. Il modo di gesticolare. Sei sempre tu che ti tradisci”. Eccomi, quindi, a tradire me stesso sparando a zero su tutto, dentro le viscere di un blog che non si sa ancora di che cazzo parli con precisione, ma che sembra piacere parecchio. Io, al momento, tradisco solo delusione e risentimento. Nessun editore ha  il coraggio o la voglia  di pubblicare a sue spese il mio libro. Delusione e risentimento. Cadaveri ambulanti. Gente che continua a morire di fame nelle corsie d’ospedale, contrastata da ragazzine di diciassette anni che spendono trecento euro per mezzo stivale in pelle, ridendo dell’esistenza così poco chic di qualche loro amica. Frustrazione e perplessità.  La settimana scorsa guardavo in tivù un noto conduttore della domenica e mi stupivo di come riuscisse a rappresentare, attualmente, qualcosa di molto vicino se non proprio all’anticristo, per lo meno ad una nitida raffigurazione di quanto il potere, i soldi, la notorietà e la cazzo di rotolante senilità incandescente possano nuocere gravemente alla mente dell’uomo moderno. Consapevolezza e temperatura glaciale. Stiamo precipitando da troppo tempo. Freddi come giganteschi e lucenti blocchi di ghiaccio. Siamo abituati sin dalla nascita a stare in seconda fila, con la vana illusione che un giorno toccherà a noi la fottutissima copertina del TIME. La nostra routine è arrivare sempre secondi perché qualcuno molto più importante di noi ha più diritto, ha più potere, è più bello. Make or break. Cerchi di reagire alla monotonia più martellante. Make. Realizzi subito dopo che fallirai. Break.  Pisciamo contro vento dall’alba dei tempi. Rancore e umidità. Progettiamo, anche inconsciamente, una rivoluzione dal giorno del concepimento e sviluppiamo una cattiveria inaudita contro tutti e contro tutto. Siamo consapevoli di essere maligni ma passiamo oltre. Non ci tocca nemmeno l’aria. Niente ci può sfiorare. Siamo invulnerabili. Abituati al peggio. Da sempre. Siamo la spazzatura più nauseabonda del creato. Immersi in un mare d’indifferenza. Annegamento e morte. Ognuno di noi può svegliarsi una mattina e diventare un profeta. Un messia a tempo determinato. Un cazzo di guru che migliaia di persone senza un minimo di spina dorsale  sarebbero pronte a seguire, con pochissimi scrupoli, sul fondo di uno strapiombo. Superìo e nemesi.  Anche voi siete cattivi. Freddi e più calcolatori di quanto voi stessi sospettiate. Intoccabili. Frustrati. Perennemente scontenti. Tutti pezzi scomposti di un gigantesco, beffardo, Tylerdurdeniano progetto Mayhem.

 

giov

postato da: KultBlog alle ore 13:38 | Permalink | commenti (10)
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sabato, 15 gennaio 2005
 

Puntata inedita dei Simpson interrotta, causa: espletamento ( generalmente evento lieto ) di alcune funzioni inorganiche ( solide ). E già il il mio wc lo porterei pure in ufficiopomeriggio comincia male.

Comodamente seduto con in mano “Amica” succede l’imponderabile, l’ennesimo articolo pro Ipod.

Calmo, stai calmo, leggere prima di giudicare ( come insegna il maestro dei 5 picchi ).

Titolo: “I 40enni vogliono i cd”, pessimo inizio. “Li comprano anche nell’era dell’ Ipod, leggono il libricino allegato come il bugiardino dei farmaci, ascoltano tutto l’album compresi i brani menoIPod belli” ….. questo il sottotitolo……….respira respira…. “ MA PORCA PU……!!!!!!!”

Calma  ragiona, il conservatorismo estremo è sbagliato, in fondo anche il cd era stato criticato all’uscita e oggi pure lui stesso medesimo deve inchinarsi a vossignoria Vinile. Il mercato va avanti, su questo possiamo discutere ma le cose andranno così comunque. Poi c’è il discorso della globalizzazione commerciale, infondo siamo tutti educati e tirati su come acquirenti perfetti. Nuovi prodotti, nel caso di musica, nuovi formati = nuovi soldi. Ma vorrei mettere d’accordo tutti citando Baricco: ”….Andate ad un concerto. Beethoven. Musica di  Beethoven. Avete pagato il biglietto, cosa aVinilevete comprato? Un po’ di musica? No, un mondo. Un brand. Beethoven è un brand, costruito nel tempo sulla figura di un musicista sordo e ribelle, alimentato da due generazioni di musicisti che ne hanno creato il mito”.

Sicuramente anche la nostra amata musica Indie è un brand e così pure l’Ipod. Ma cribbio ( mi si consenta )! Cos’è questo revisionismo informatico per cui adesso i cd sarebbero da babbioni? Come se per essere cool, trendy e teenage oggi bisognasse scaricare musica per forza con quell’affarino bianco.

Leggo l’intero articolo e ne deduco le seguenti cose:

a)      è come se fossi già quarantenne perché compro cd

b)      sono un idiota perché leggo il libretto che è come le avvertenze medicinali e quelle le leggono solo i pensionati

c)      ascolto gli album interi e sono un pirla perché oggi si scaricano solo i brani più belli ( che sono quelli che mi dicono loro )

Per cui da oggi sarò trendy, dei libri leggerò solo i capitoli più belli, dei film solo le scene più emozionanti, dei quadri solo i particolari rilevanti, e così via….

Così va bene?

Siete contenti?

Ma con chi cazzo devo prendermela io ???

                                                         Fran P

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venerdì, 14 gennaio 2005

...a breve farò aggiornare la mia playlist da fran_p.

...mio nonno è il vero Ozzy Osbourne.

...il mio sangue sta diventando sempre più scuro.

...non ho raggiunto neanche la convocazione per la partita di domenica.

...fuori c'è il sole.

g. 

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sabato, 08 gennaio 2005
 

Bassa fedeltà. Bassissima fedeltà. Mi rendo conto di come vivo da sempre in un perenne stato lo-fi di emozioni. Spesso anche le cose materiali mi abbandonano e vanno in coma per qualche minuto, o, addirittura, muoiono felici sotto i miei occhi. Ho (ri)preso coscienza di questa cosa (che spesso annego sotto litri di pensieri e illusioni) l’altra mattina: dovevo uscire per  fare dei giri e mettendo in moto la mia nuovissima Ford Fiesta del 1992 una fantozziana nuvola di fumo gassoso “al gusto” di zolfo,uovo e tonno ha avvolto tutto il quartiere. Una vecchietta che un minuto prima avevo visto attraversare la strada è scomparsa dentro il bianco “smarmittato” fuori dalla mia autovettura e come le navi da crociera che entrano nel triangolo delle bermuda, non ne è più riuscita. Un bambino è rimasto immobile, talmente tanto perplesso che adesso, ogni volta che rientro a casa, sono un curioso oggetto d’analisi per tutta una combriccola di teppisti occhialuti, alti non più di 58 cm. Invece che preoccuparmi per la sparizione della cara vecchina mi sono messo a ridere come un idiota, consapevole che l’incubo della bassa fedeltà si può sconfiggere solo con una cospicua vincita alla lotteria. Di botto ho ripensato al 1996, quando mio padre, dopo infernali lotte familiari, si convinse a comperarmi il motorino. Io gli avevo talmente abbottato i coglioni per uno scooter nuovo che alla fine dovette cedere sotto lo sguardo infuocato di mia madre che assolutamente non voleva perché “troppo pericoloso, troppo veloce, troppo moderno, meglio un asino con la marmitta conficcata nelle chiappe!”. Così, felice come non mai per quel “motorino nuovo”, mi recai con lui verso il rivenditore e mi trovai davanti l’accrocco più lo-fi che il mondo della nuova tecnologia su strada abbia mai concepito dai tempi della bicicletta Holland (si quella che non è una Graziella ma neanche una bici per signorine…solo un abbozzo metallico per incalliti recchionazzi anni ottanta, o, al massimo per qualche baldo anzianotto di 284 anni d’età). Lo scooter in questione non era nuovo ma di seconda (forse terza e molto probabilmente anche quarta) mano ed era talmente grosso e squadrato che ogni giorno mi ritrovavo a spiegare a file di signore impellicciate che si arrabbiavano perché “sto cazzo di sportello bancomat bianco e rosso non mi fa lo scontrino” che ci doveva essere un equivoco. Mi vergognavo talmente tanto di quel motorino (ora invece quasi lo rimpiango) che ogni volta che scendevo in piazza per incontrare gli amici lo andavo a nascondere dentro il portone di mia zia. Ora non sto qui a dire marche, elencare (non) particolarità o a narrare episodi tutt’altro che narrabili e decorosi accaduti grazie a questo simpatico leprotto motorizzato di 4metri per 5, ma la nuvola di fumo si…. . Sembrava di essere in paradiso. La nuvola di fumo era proprio come quella che ogni mattina mi avvolge e mi ricorda che comunque posso intervistare pure Pete Doherty e aggiustarmi i capelli come neanche Robert Smith ma tanto la bassa fedeltà mi rincorrerà sempre, facendomi vivere con grosse quantità di pepe (e quell’inevitabile incertezza sul presente) le giornate.

 

giov

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giovedì, 06 gennaio 2005

Cena fredda per un rientro a casa tardi, posso scegliere tra le mezze bottiglie avanzate da queste festività. Opto per un Rosso Conero che si strozza bene, infondo un po’ di campanilismo regionale non darà fastidio a nessuno. Finito di mangiare, il vino mi è piaciuto e me lo porto in camera, già un po’ stordito decido di ammazzare la serata con “Sound Of Confusion” degli Spacemen 3. Adoro questo genere psichedelico e questo gruppo sacrosanto. Questi dischi sono come il vino buono, più invecchiano e più migliorano. Li metti su è già senti un calore che t’assale, un formicolio alle ginocchia e una sensazione alcolica al basso ventre.

Continuo ad assaporare questo vino, che non è per i signori, è un prodotto rustico delle viti marchigiane. Al primo sorso delude un po’, ti aspetti qualcosa di corposo e di potente, invece ti ritrovi nel palato un rosso rubino annacquato. Negativo, non è quello che sembra, il Rosso Conero rimane in bocca, ne prende possesso e sei già suo. Adesso ci siamo. Cosa centrano gli Spacemen 3? Non lo so, ma mi andava così, e poi le loro chitarre inerpicate per sinuose alture mi ricordano la campagna in cui ho passato l’infanzia. E la terra umida su cui tutto cresce e rifiorisce, quella che ti sporca le scarpe, t’imbratta il tappetino della macchina, la moquette di casa; bè questa terra mi sembra pure quella di cui è fatta questo disco. Ti sporca, è pesante, umido e fertile. Allora mi perdo in un viaggio immaginario per i colli zuppi d’acqua marchigiani. Su una panda sgarruppata e nel mangianastri la cassetta di “Sound Of Confusion”. Su e giù per le mie colline con le chitarre di Jason e Peter che mi trapano il cervello. Asfaltami questo, città del cazzo !

                                                    Fran P

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martedì, 04 gennaio 2005

Frequenze disturbate

Pt.1

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Cammino pe via Sernaglia e mo vado verso la piazza e mi sento proprio contento che oggi mamma mi fa la pasta col sugo e i pescetti fritti e dopo alle tre viene Roberto a casa che gli devo fa vedè come riesco a pittammi la faccia col sangue finto comprato al negozio degli scherzi dietro alla banca. Se passo al negozio di zia zia mi da pure cinquemila lire e ci vado a giocà ai videogheims co duemila lire al bar a via Corradini e gli altri me li metto da parte pe I MEN dei masters quello coll’armatura a croce. Oggi la maestra m’ha detto che so bravo a scrive i pensierini invece il maestro dice che non so disegnà pe niente ma tanto a me non me ne frega mica. Domani c’ho la palestra e sicuro il maestro mi fa combatte co quel bambino biondo e poi devo fa vedè i compiti che ho fatto alla maestra. E papà mi deve aiutà a fa i compiti che a me la matematica proprio non me piace e non la capisco proprio.

Pt.2

> Play

Cammino lungo via Valeria. Prima si chiamava via Sernaglia. Passo dietro l’edicola così zia non mi nota, dalla vetrina del negozio. Proprio non mi va di entrare: sono più di tre mesi che non mi faccio vedere. Oggi sono mediamente scontento. Ancora non mi chiama nessuno per lavorare, co tutti i curriculum che ho spedito e su Emotional ancora non mi pubblicano l’intervista. Oggi uno al telefono mi ha detto che avevo una voce sensuale. Peccato che era unO e aveva sbagliato numero. Domani dovrei riprendere gli allenamenti d’hockey ma proprio non c’ho voglia e in più devo accompagnare mia sorella all’Aquila a sistemare casa. Appena torno mi chiudo a casa e non esco che già mi sento un raffreddore allucinante o al massimo sento *§ç°°* e vedo se possiamo andarci a prendere un caffè insieme o a farci un giro. Poi però torno a casa e mi connetto per vedere se mi hanno pubblicato la roba sul sito. Chissà forse mi chiama il supermercato di via Roma che gli serve un magazziniere per un paio di mesi… .

Pt3

>>FFW (?)

Cammino lungo la parallela a via dei Condotti e cerco di trovare sta benedetta nuova redazione che so due ore che la cerco. Alle tre era l’appuntamento e come al solito col cavolo che sono puntuale. Certo però se lo possono mettere nel c*°o l’articolo quegli altri lì…rimanere a scrivere per quella gazzettina stupida, per di più sottopagato al limite della denuncia. Per carità! Mah…magari çé*°°ç_# accetta il mio curriculum e mi comincia a pagare come critico musicale veramente… . Oggi uno mi ha detto che con la barba sembro proprio uno sfattone. Ma dove cazzo è sta via?? Ma che ore sono? Ma quanto sono sudato?!? Mmmm…domani dovrei tornare a casa perché sono due giorni che non vedo °à#*] e già mi manca un casino e poi già sento un mal di testa che potrebbe sfociare in febbre. Io comunque sta via non riesco a trovarla…mo chiedo a quel vigile, forse… .

P.S.

L’intervista al mio primo gruppo quasi famosa me l’hanno pubblicata (http://www.emotionalbreakdown.com/interviste.asp?id=25)

giov

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lunedì, 03 gennaio 2005

Calma calma, ok non era un film di fantascienza e neppure tanto datato. Quindi che ci fa in questa rubrica Billy Elliot ??!?? Obiezione giusta, Billy Elliotma chiedo di potermi difendere vostro onore. Primo perché il blog è mio ( non solo mio in realtà, visto che ho un coinquilino ) e lo gestisco io, secondo perché il Disco di mezzo c’è ( e che disco ) e terzo infine perché nella scena imputata infondo Ellioth è Volante.

Eccome se volava ieri sera ragazzi Billy Elliot, scena mitica, epocale, un ragazzino di…. quant’è tredici anni ? Insomma, il babbo non c’è e lui che fa? Aveva una serie di opzioni, come c’insegna “Mamma ho perso l’aereo”, poteva spulciare i Play Boy del fratello, usare il doElectric Warriorpobarba del padre o vestirsi da donna ( questo probabilmente l’ho inventato io ). E invece no, tira fuori il mitico “Electric Warrior” dei T-Rex, in vinile, accende le stereo, prepara la puntina e già tutto sfrizzola d’elettricità. Col braccio incerto e inesperto, che ha introdotto tutti noi nel mondo dell’ LP, seleziona la traccia due "Cosmic Dancer",  e poi salta Billy, salta, vola Billy, vola. Scena tremendamente ’70 Brit Pop, che rimanda con la fantasia a gran parte delle opere di Nick Hornby, di Jonathan Coe, o del primo  Hanif Kureishi. Oppure come non ripensare al sognante “Io Susy e i Led Zeppelin” di Martin Millar o al recente “Le Domande Di Brian” di David Niccols.

Per me ieri quel disco volava cazzo, e io con lui!

                                                               Fran P

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