lunedì, 28 febbraio 2005
 

Accompagnamento di chi scrive: Damon & Naomi “Erth Is Blue” e “Sagramoso” Amarone della Valpolicella 1998

 

In un tardo pomeriggio nevischioso (licenza poetica), dopo una estenuante giornata di lavoro, accompagnato da un buon amaro e da un ottimo disco, mi do alla lettura.

Abbandonato lo svogliato sfoglio di “Rock Pop Jazz e Altro”, a cura di Nick Honrby, decido di rileggermi accuratamente l’introduzione. Qui l’autore pensa bene di spiegarci quali criteri ha usato per selezionare le recensioni ( o gli articoli ) che ha pubblicato su questa sua raccolta. I suoi dubbi, superata un iniziale crisi esistenziale dovuta all’età non più verde, sembrano concentrarsi sulla preparazione di chi scrive. Semplice il nodo della questione: meglio chi si appassiona facilmente scrivendo entusiasticamente o chi, con cognizione di causa, sviscera un disco moderno riconoscendone i riferimenti e preferendone questi ultimi? Il dubbio si scioglierà in favore della prima tipologia.

Mi fermo, rifletto e sottoscrivo qualche passo dell’ Honrbyano pensiero: “non c’è scusa per l’ignoranza in qualsiasi campo del giornalismo (o in qualsiasi campo di qualsiasi cosa)”; ma anche: “molta musica pop deriva da atra, ma quando sei giovane questo non lo sai”.

Infine aggiungo:

  1. E’ mia ferma convinzione che la musica e la scrittura siano due passioni egualmente nobili e se qualcuno amasse entrambe, il loro matrimonio non potrebbe che dare felicità. Io scrivo per me, se qualcuno crede in ciò che scrivo può pubblicarlo ( in siti, riviste o che altro…).
  2. Sono altrettanto convinto che per “spiegare” un disco sia necessario amare la musica, non necessariamente quella, ma la musica in generale. Se un disco non mi piace è un amore sfumato per un soffio, di questo mi rammarico. Se qualche label specula sulla musica chiunque l’ami dovrebbe soffrirne.
  3. Quindi penso che chiunque adori la musica possa scriverne: attraverso una recensione derivativa se la preparazione è sufficiente, in maniera emozionale se l’impeto passionale sovrasta la nostra conoscenza.

In definitiva credo che la scrittura musicale sia un vezzo di cui gl’innamorati non dovrebbero essere privati.

                                 Fran P

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lunedì, 21 febbraio 2005

....continua a nevicare in un modo alquanto irritante. Ieri ho rivisto la monografia sui Nirvana e ogni volta mi viene quasi da piangere.

Francesco_P mi ha promesso ufficialmente che si scrollerà qualche etto di pigrizia dal groppone e tornerà a scrivere uno di quei pezzi che vi piacciono tanto e che vi fanno dire "No no lascia stare secondo me invece....era meglio se fosse stato...massì hai ragione, in effetti a saperlo prima...mi piace come esponi le cose...ecc. ecc."

Temperatura colore dell'anima prossima al bluastro. Si consiglia di usare un filtro polarizzatore.

giov 

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sabato, 19 febbraio 2005

 dunque......

Purtroppo pare che della collaborazione su "Fuori Dal Mucchio" non se ne faccia più niente. Purtroppo il consigliere di redazione con cui ero in contatto non si è fatto più sentire e tutto mi fa pensare ad un chiaro retrofront; purtroppo qui sul blog sono accusato di copiare non si sa che cosa (e io non so nemmeno da quale autore, oltretutto...) nei miei pezzi e purtroppo Francesco_p pare essere sparito sotto una montagna di libri, per far credere un po' in giro ad una imminente laurea. Purtroppo sul suo conto cominciano a circolare strane voci non confermate: c'è chi dice di averlo visto a spasso per Rimini, vestito da contadino del 1800 con al guinzaglio una mucca e in mano una bottiglia di vino del discount.  In compenso c'è per me, forse, la prospettiva futura (neanche tanto lontana) di un lavoretto-occupazione decente finalmente dopo mesi di cazzeggio per casa. In compenso non me ne frega più niente del freddo, mi autoconvinco che è solo uno stato mentale ed esco sempre vestito come se fosse giugno. In compenso mi sta quasi per venire la febbre e non è uno stato mentale. In compenso ho intervistato Nick Talbot. 

giov

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giovedì, 17 febbraio 2005
 

Da: "Ac"

A: Giov

RE: p.s.

Data: Sat, 12 Feb 2005 18:12:14

the band you listened to are from america i think. we've already been in contact with them about the name, we've been using it for the last few years, i think we may have to add uk at the end of our name. our wee site is at www.coriolis.150m.com hope you still want to do a review cheers again http://www.coriolis.150m.com/News.htm

alan

By giov

 

Da: Ac

A: giovvend@yahoo.it

Oggetto: coriolis say: 'hello'

Data: Fri, 11 Feb 2005 11:20:26

hello, alan from coriolis here.i noticed that we were mentioned in your duke spirit article, just wondering if it would be ok to send you some of our recordings. see if you like them cheers and best wishes

le cose sembrano andare sempre meglio su emotional amici!!!! Io e fran_P presto saremo i nuovi Lester Bangs solo un po' più magri...tenetevi pronti. Il sito di questi dovrebbe essere il seguente http://www.coriolistheband.com/

(ho copincollato qui sta cosa perchè che il pezzo sull'inferno era un po' troppo pesantino per tutti haloa).

giov

postato da: KultBlog alle ore 15:34 | Permalink | commenti
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lunedì, 07 febbraio 2005
 

Vatti a fidare degli amici! Si fa presto a consigliare vino e musica su internet, poi però quando uno si ubriaca come una serpe, “sotto saggio consiglio amichevole” del suo blog-coinquilino, sbarellando a destra e sinistra, la cosa si fa leggermente meno divertente. Eccomi qui, per l’appunto con dentro le orecchie “Club Foot” dei Kasabian e in bocca un sapore che è all’incirca un misto di vomito e Montepulciano. Mi giro a destra e a sinistra per cercare di capire dove cazzo mi trovo ma, niente da fare, proprio non riconosco niente. L’ambiente è rosso scuro e cupo, come se fossero le sette di sera in inverno. Vedo un ragazzo seminudo scappare, inseguito da cinque persone tutte vestite di nero che lo raggiungono e lo bloccano: è l’ex leader dei Libertines, Pete Doherty (altro che dischi da sottobicchiere…). Gli uomini in nero cominciano a conficcargli sulla pelle decine di siringhe e il ragazzo urla che fa quasi senso vedere la sua smorfia di dolore. Il sangue  schizza ovunque, macchiando la pavimentazione, aumentando l’insana euforia e io non riesco neanche a chiedere aiuto a qualcuno. Pete apre la bocca per lamentarsi e uno dei tizi scuri gli pianta un ago proprio sotto il palato. I cinque si dileguano e lui rimane in ginocchio con decine di siringhe appuntate addosso. Ad un certo punto, contemporaneamente, gli stantuffi cominciano a pompare aria nel corpo del ragazzo e lui cade definitivamente a terra svenuto e gonfio. Rimango impietrito da tanta violenza. “Bello eh?” Mi giro e vedo un omino che mi parla quasi come se niente fosse successo, anzi ha un ghigno che si direbbe compiaciuto per l’amara sequenza “…ogni giorno a quest’ora la stessa storia…eeehhh…molto piacere…Charles Baudelaire”. Mi porge la mano e io la stringo riuscendo a far uscire solo poche parole dalla bocca…“Ma lei che cazzo ci fa qui?” gli chiedo e lui “Oh beh…diciamo che a Qualcuno non è piaciuto il fatto che, in passato, io abbia convinto centinaia di persone che la vita in fondo non vale molto la pena viverla, se si rivela continuamente una frustrazione…ah, e per aver scritto quella poesia intitolata Le Tenebre…ma…” s’interrompe per il fragore proveniente proprio dietro di noi: altri uomini in nero stanno lavorando con scavatrici e martelli pneumatici, costruendo nella pietra ciò che a tutti gli effetti sembrerebbe un trono regale. C’è chi incastona gemme nella roccia e chi aggiusta i cuscini sulla “sedia” da imperatore. Vuota. Baudelaire ride beffardo con lo sguardo rivolto verso il trono… “Ehe eh eh …scusami, dicevo…cosa dicevo?!? Ah, si…guarda che se continuate a scrivere cazzate su internet, tu e quell’altro avvinazzato di Francesco_P, ci finite pure voi qui sotto”… Detto questo, caccia da sotto la giacca una di quelle palle di vetro e dentro riesco a vedere me in questo stesso luogo, costretto dagli uomini scuri ad ingoiare porzioni inimmaginabili di pillole di Melatonina e a bere bicchieri interi di Valpinax al 3%. Guardando più attentamente inorridisco nell’osservare che qualcuno deve avermi strappato le palpebre, costringendomi così ad una veglia perenne. I miei occhi sono rossi, secchi, quasi fuori dalle orbite. “Cazzo!” Esclamo e mi tiro indietro… “Si…” fa il poeta… “non ti si rizzerà più per l’eternità…avrai troppo sonno…ma non riuscirai a dormire mai…”. Comincia a salirmi il rimpianto per cose che avrei sempre voluto fare ma non ho mai fatto. Vedo il mio cane che vorrebbe essere portato fuori almeno una volta. Vedo me stesso felice con due figli, un lavoro e una casa pagata. Sento improvvisante il bisogno di parlare, essere abbracciato, ma dura solo un secondo perché la curiosità prende il sopravvento nuovamente; mi avvicino per la seconda volta alla bolla di vetro per osservare meglio. Baudelaire mi guarda e ghigna malignamente. Dove adesso ci sono i “lavori in corso” c’è un tizio mutilato, un tronco umano senza braccia né gambe, seduto sul trono di pietra. Piange sottili lacrime di sangue, guardando fisso una piccola bandiera americana attaccata alla parete rocciosa, con sotto la scritta George W. “Commander In Chief”. “Cazzo!”. Riesco ad esclamare solo questo, ancora una volta, e scappo via nauseato. Mi viene da vomitare…tutto il vomito del mondo mi sale su per la gola. Vedo una porticina e vado per imboccare l’uscita quando mi sembra di notare un viso familiare: una persona riposa beata su un materasso adagiato a terra. “Dante?!? Anche tu…ma che cazzo ci fai qui?!?” “Ciao oh bischero…ancora con quelle computerate?!?” Lo osservo minuziosamente, alquanto esterrefatto, scorgendo tra le sue parole un vago sentore di sbornia… “Io qui…” Continua a sproloquiare; le mutande che indossa sono, molto verosimilmente, piene di  escrementi perchè emanano un tanfo indescrivibile….. “e cchè voi fare…lì su…con Beatrice…tutto ok…” la sua mano gesticola in modo frenetico, disegnando nell’aria figure oniriche inconcepibili “…una bella villa, giardino, piscina, sempre bel tempo…insomma tutto apposto…qui in effetti sto in un monolocale sfasciato…tocca subire frustate e angherie, non si mangia quasi mai…però almeno si tromba!!!”. Indeciso se ridere, gonfiarlo di botte all’istante o annunciare al mondo la mia ufficiale e ormai consolidata pazzìa, apro la porta ed esco definitivamente, con ancora “Club Foot” nelle orecchie.

 

giov

postato da: KultBlog alle ore 11:44 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 04 febbraio 2005
 

Basta Birra!!!Martedì mattina, ore 4:00, cosa ci faccio sbronzo sul divano con i Clash ( “From Here To Eternity  1999 ) in sottofondo? Cerco di ricordarmi come sono finito lì, è stata una giornata lunga e lo sforzo di memoria non fa che aumentare il mio mal di testa. Ora comincio a ricordare…

Chi segue appassionatamente le vicende di KultBlog ( riflessioni sciolte [in acido] ) saprà che lunedì la mia carriera universitaria è arrivata ad un passo dal termine. In altre parole ho dato l’ultimissimo esame, con serie possibilità tra l’altro di essere segato, visto che ad un certo punto la professoressa mi ha detto: “se non sai questa ti boccio”. Fortunatamente ora posso riderci su, ma lì per lì non è stato molto divertente. Tutto questo per giustificare una uscita con due vecchi amici, che evidentemente non aspettavano che un pretesto come questo per scroccarmi da bere e per mandarmi su di giri. Morale della favola, loro sono riusciti in ambedue gli intenti, io ho pagato 45 euri di birra e tutti all’una eravamo più di qua che di là. Non solo, non paghi dei tanti brindisi, mi hanno portato in un pub per farmi assaggiare un cocktail di loro invenzione il “RealMonteLeone”, un litro di super alcolici, sapientemente miscelati e resi imbevibili. Peggio di Tom Cruise.

E pensare che io volevo portare tutti alla cantinetta in centro e avviare una serata all’insegna della sofisticatezza, e magari tornato a casa avrei potuto ascoltarmi Damien Rice godendo ancora dei riverberi del Monte Pulciano. Illuso.

Insomma ecco come sono finito qui, con un bicchiere di bicarbonato in mano, con Joe Strummer che blatera che a Brixton qualcuno ha buttato giù la porta di qualcun altro a calci, compiangendo quel geniaccio di John Peel ( che non amava molto i Clash ) e pensando a come la scena musicale si stia logorando. Ingenuo.

Noto delle gocce di bicarbonato che scivolano dalla tazza, mi lecco incerto le dita, ma mi serve ugualmente un sottobicchiere. Mi capita sottomano un cd dei Libertines ( masterizzato, ovvio), decido di riutilizzarlo in questo modo. Forse John Peel avrebbe fatto lo stesso con i Clash. Romantico e blasfemo.

Cosa centra il vino in questa storia? Purtroppo nulla! Pirla.  

                                     Fran P

 

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